San Giuliano Milanese, una serata sulla giustizia: Uggetti e Tatarella ospiti del Rotary

Una serata intensa quella di giovedì 29 gennaio, organizzata da Massimo Codari, presidente del Rotary Club Milano Borromeo Brivio Sforza, nella sede storica del club, il ristorante La Rampina di San Giuliano Milanese. Un incontro dedicato al tema della giustizia, della carcerazione preventiva e delle conseguenze umane e politiche di procedimenti giudiziari conclusi con l’assoluzione. Per l’occasione sono intervenuti due ospiti accomunati da vicende giudiziarie molto simili: Simone Uggetti, ex sindaco di Lodi, e Pietro Tatarella, ex consigliere comunale di Milano. Due uomini con storie diverse, ma unite dall’esperienza dell’arresto, dalla sospensione improvvisa della vita pubblica e dalla necessità di ricostruirsi un futuro personale e professionale.
Il suono della campana, da parte del presidente Codari, ha dato ufficialmente inizio alla cena, alla quale erano presenti anche diversi amministratori locali: Marco Segnala, sindaco di San Giuliano Milanese (MI), Arianna Tronconi, sindaco di San Zenone al Lambro (MI), Roberto Gabriele, sindaco di Tribiano (MI), e Andrea Coden, sindaco di Peschiera Borromeo (MI).
Nel suo intervento, Simone Uggetti ha ripercorso con lucidità la propria vicenda giudiziaria: l’arresto per turbativa d’asta, la detenzione, gli 11 giorni in carcere e i 25 ai domiciliari, la prima condanna a dieci mesi e, infine, la seconda assoluzione che ha posto fine al procedimento. Accanto a lui l’avvocato Pietro Gabriele Roveda, che lo ha accompagnato nel racconto e nella riflessione su come, fin dall’inizio, vi fossero tutte le condizioni per affrontare il caso in modo differente.

Al centro del racconto di Uggetti, oltre all’esito giudiziario, è emersa soprattutto la violenza dell’arresto e l’impatto devastante che la carcerazione preventiva ha avuto sulla sua persona, sulla sua famiglia e sulla sua carriera politica. Una vita pubblica e politica interrotta, che l’ex sindaco ha raccontato senza filtri ai soci presenti, richiamando anche quanto scritto nel suo recente libro “Storia di un sindaco. Da San Vittore all’assoluzione”.
A seguire, la testimonianza altrettanto toccante di Pietro Tatarella, arrestato per associazione a delinquere, corruzione e finanziamento illecito il 7 maggio 2019 all’aeroporto di Linate. L’ex vicecoordinatore lombardo di Forza Italia, accompagnato dall’avvocato Luca Montone, ha ricordato i 46 giorni di isolamento e i numeri imponenti della vicenda giudiziaria: 121 indagati, 77 imputati e 4 arresti. Entrambi gli ospiti hanno mostrato grande lucidità e una forte volontà di raccontare il proprio vissuto giudiziario, sottolineando il peso della custodia cautelare come strumento che, pur previsto dalla legge, può trasformarsi in una pena anticipata. È emersa anche l’attenzione su un circuito perverso che colpisce soprattutto amministratori pubblici e figure politicamente esposte. «Non si viene colpiti solo come individui, ma per ciò che si rappresenta – è emerso più volte nel corso della serata – e la dignità della persona deve essere tutelata anche durante la detenzione». Al termine della cena, Uggetti e Tatarella hanno invitato i presenti a un impegno civico consapevole in vista del referendum sulla giustizia. «Votate in modo informato, approfondite le tematiche. Il tema della giustizia riguarda tutti», hanno concluso, richiamando la necessità di una lealtà tra i poteri, politico e giudiziario. «Siamo stati condannati prima dal giudizio che dalle sentenze», una frase che sintetizza il senso profondo delle testimonianze condivise durante la serata.

Eleonora Marino

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