Uno scatto capace di trasformare una goccia in un’opera d’arte. È questo il cuore di “Liquid Art”, la mostra fotografica di Dario Parabiaghi al Museo Broggi di Melegnano fino al 13 aprile. In occasione dell’inaugurazione in programma venerdì 10 aprile (ore 18), Parabiaghi, classe 1957, melegnanese, autista di professione e fotografo per passione, racconterà al pubblico il percorso che lo ha portato a trasformare un’intuizione in una vera e propria ricerca visiva. L’idea nasce durante il periodo della pandemia, osservando la caduta di una goccia da una flebo: un gesto semplice che diventa oggetto di studio fino a essere controllato e trasformato in immagine. Dalla sperimentazione manuale, l’autore progetta e costruisce una vera e propria “drop machine”, così è stata definita dal critico d’arte Giorgio Bedoni: un sistema artigianale composto da telaio, centralina, valvole e aria in pressione, capace di regolare con precisione dimensione e velocità delle gocce. Non solo acqua, Parabiaghi utilizza anche latte, coloranti e addensanti, calibrando la viscosità delle sostanze per ottenere effetti sempre diversi.

L’incontro è studiato al millemetro ma poi esplode in una macchia di colore imprevedibile e sempre unica. In mostra, sulle rive del Lambro, oltre quaranta immagini restituiscono l’esito di questo processo: forme liquide che ricordano fiori, esplosioni cromatiche, architetture effimere fermate per un solo istante. Dopo una prima esposizione al Bar Cavour di Lodi, “Liquid Art” rappresenta la prima vera mostra per il fotografo, un debutto che dimostra come anche una semplice goccia può raccontare molto più di quanto si possa immaginare.
Eleonora Marino

