A Carpiano nascerà un nuovo presidio dedicato al soccorso sanitario e al trasporto in emergenza. L’annuncio è arrivato dal sindaco Loris Carmagnani durante la seduta del consiglio comunale di giovedì sera, nel corso del dibattito relativo ai defibrillatori. Una comunicazione che rappresenta un passo importante per il territorio, destinato ad avere una sede con personale, mezzi e servizi dedicati all’assistenza sanitaria. Il futuro presidio sorgerà nell’ex sede della Protezione Civile di via Veneto, immobile comunale rimasto inutilizzato per diversi anni. Per recuperarlo l’amministrazione aveva stanziato 35mila euro con la variazione di bilancio approvata nel novembre 2025, avviando successivamente il percorso per destinarlo a un servizio di pronto intervento e trasporto sanitario. Nel marzo scorso la giunta comunale aveva infatti approvato un apposito atto di indirizzo, dando mandato agli uffici di pubblicare una manifestazione di interesse per la concessione quinquennale della struttura.

La procedura si è ora conclusa positivamente e, come spiegato dal primo cittadino, restano soltanto gli ultimi adempimenti amministrativi prima della firma della concessione. «La procedura si è conclusa con esito positivo e sono in corso gli ultimi passaggi necessari – ha dichiarato Carmagnani – questo significa che Carpiano avrà un presidio con personale, mezzi e servizi presenti sul territorio. Per molti sarà il ritorno del vecchio 118». Il sindaco ha sottolineato il valore dell’intervento soprattutto dal punto di vista della sicurezza sanitaria. «Quando si parla di emergenze non si ragiona in termini di numeri o di capitoli di bilancio – continua – ma di tempo, tempestività e soprattutto di vite umane. Se anche una sola persona potrà ricevere un soccorso più rapido grazie a questo presidio, allora gli investimenti economici e i mesi di lavoro amministrativo avranno avuto pienamente senso». Infine, Carmagnani ha ricordato come il potenziamento della rete dei Dae fosse già previsto nel programma di mandato, con l’obiettivo di riposizionare gli apparecchi in luoghi maggiormente accessibili.
Eleonora Marino


