Aggredita per una catenina davanti alla figlia disabile: chiusa nel pomeriggio di domenica la gelateria inclusiva di Riozzo

“Oggi la gelateria sarà chiusa per aggressione e rapina”. Poche parole scritte su un cartello affisso all’ingresso del locale hanno accolto i clienti della gelateria inclusiva di Riozzo, frazione di Cerro al Lambro, lasciando sgomento chi conosce da anni il progetto sociale portato avanti dall’associazione La Tela di Matilda. Dietro quell’avviso c’è il racconto di una mattinata di paura vissuta da Anna Lazzerini, presidente della cooperativa e titolare della gelateria, aggredita nel piazzale della struttura domenica 7 giugno, mentre si trovava con la figlia disabile e i genitori anziani. «Avevo deciso di chiudere un po’ prima perché non c’era molta gente – racconta Lazzerini -. È stata una questione di attimi. Stavo accompagnando mia figlia, che ha una grave disabilità, alla macchina dei miei genitori quando ho visto un’auto entrare nel piazzale a forte velocità. Ho subito percepito che qualcosa non andava». Secondo il racconto della titolare, uno degli uomini a bordo del veicolo si sarebbe diretto verso la gelateria per verificare se fosse aperta. In quel momento la priorità è stata mettere in sicurezza i propri familiari. «Ho spinto mia figlia e mia mamma in macchina, ho detto a mio padre di salire a bordo, chiudersi dentro e andare via. Poi ho cercato di raggiungere la mia auto», prosegue Lazzerini, che sarebbe stata inseguita dall’aggressore fino alla vettura. «Sono riuscita a chiudermi dentro appena in tempo.

Lui ha provato ad aprire la portiera senza riuscirci. Purtroppo avevo lasciato il finestrino leggermente abbassato per far arieggiare l’auto. Ha infilato il braccio all’interno, mi ha afferrata per il collo e mi ha strappato una catenina». Un episodio che, oltre allo shock per quanto accaduto, riaccende il tema della sicurezza nell’area. «Siamo veramente stufi perché non è la prima volta che segnaliamo la presenza di spaccio e delinquenti nella zona – denuncia Lazzerini -. Continuo a pensare che sarebbe potuta andare molto peggio. Se fossimo rimasti all’interno della gelateria, quelle persone sarebbero probabilmente entrate. Con due anziani e una bambina disabile presenti non so cosa sarebbe potuto succedere». La notizia ha suscitato immediatamente solidarietà e vicinanza nei confronti della gelateria Includiamo, un luogo nato per offrire opportunità lavorative e di crescita a ragazzi con fragilità che, per un giorno, ha dovuto abbassare la saracinesca a causa di un episodio che ha scosso profondamente tutta la comunità. Nelle ore successive all’aggressione, Lazzerini ha anche lanciato un appello attraverso i social network nella speranza di recuperare l’oggetto sottratto. Si tratta di una collanina dorata con un ciondolo a forma di cuore, dal valore economico contenuto ma dal grandissimo valore affettivo. «Per me significa tantissimo», ha spiegato la titolare, chiedendo a chiunque dovesse notare il gioiello abbandonato o avere informazioni utili di contattarla.

Eleonora Marino

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