Dal Museo Broggi alla Fondazione Rovati: Giorgio Bedoni porta a Milano il modello del welfare culturale

Dal Museo Broggi di Melegnano alla Fondazione Luigi Rovati di Milano per raccontare come l’arte possa diventare uno strumento di inclusione, benessere e cura della persona. Giorgio Bedoni, psichiatra, docente all’Accademia di Brera e curatore d’arte, è stato uno dei protagonisti della tavola rotonda “Dal margine al centro. Cultura, ben-essere e salute: nuovi paradigmi per un welfare culturale di comunità”, martedì 30 giugno nella sede della Fondazione Luigi Rovati, in corso Venezia a Milano. L’iniziativa ha riunito esperti del mondo della cultura, della sanità e del sociale per riflettere sul concetto di welfare culturale, un approccio ancora pionieristico in Italia che considera l’arte e la partecipazione culturale come elementi capaci di favorire il benessere della persona, senza trasformare la cultura in una terapia né medicalizzare l’esperienza artistica. Un tema sul quale Bedoni lavora da anni e che ha approfondito anche attraverso il progetto espositivo “L’Arte inquieta”, realizzato nel 2022 a Reggio Emilia. «Il welfare culturale nasce dalla convinzione che lungo i margini della società possano svilupparsi le esperienze più innovative – spiega Bedoni – l‘arte non deve essere psicologizzata e la cura della persona non deve essere necessariamente medicalizzata. Esistono molteplici strumenti che aiutano a guardare l’individuo nella sua totalità». Nel suo intervento, dedicato al tema della salute mentale, Bedoni ha ripercorso le esperienze maturate negli anni tra i progetti di arte in ospedale e i quindici anni di attività dell’Atelier DiBlu, realtà melegnanese impegnata nella promozione dell’inclusione sociale attraverso l’arte. Tra gli esempi che ha portato all’attenzione della platea milanese anche quello del Museo Broggi di Melegnano, che ha indicato come una delle esperienze più significative di welfare culturale sviluppate sul territorio. «Il Museo Broggi rappresenta un luogo esemplare dove pratiche artistiche, culturali e sociali si incontrano – dice Bedoni – in poco più di un anno ha favorito il dialogo tra mondi diversi, mettendo in relazione l’Outsider Art, l’arte del Novecento e quella contemporanea. È nato proprio come spazio di incontro e confronto e credo possa diventare un modello di buone pratiche di welfare culturale». La tavola rotonda ha affrontato diversi temi, dalla salute mentale all’invecchiamento attivo con diversi relatori come Davide Zanichelli, Veronica Ceinar, Elisabetta Donati e Giovanna Forlanelli moderati da Silvia Mascheroni, coordinatrice del Gruppo di lavoro Welfare culturale di ICOM Italia. Eleonora Marino

Precisione e meno radiazioni: a Vizzolo Predabissi la radiologia cambia passo con IMACTIS

Precisione millimetrica capace di raggiungere con straordinaria precisione lesioni profonde, di piccole dimensioni o in sedi anatomicamente complesse: è IMACTIS CT-Navigation, un avanzato sistema di navigazione elettromagnetica per la radiologia interventistica percutanea che permette di visualizzare sullo schermo la traiettoria degli strumenti in tempo reale, consentendo ai medici di raggiungere le lesioni con estrema precisione, un sistema che inaugura un nuovo capitolo per la Radiologia Interventistica dell’Ospedale di Vizzolo Predabissi. La nuova apparecchiatura, nata per rispondere ad alcuni dei bisogni più sentiti della Radiologia Interventistica – precisione, rapidità e riduzione delle radiazioni – consente apprendimenti rapidi che hanno permesso l’impiego immediato: nei primi due giorni dalla sua introduzione sono state infatti eseguite cinque procedure complesse – biopsie su lesioni profonde minime, di poco superiori al centimetro, in addome e pelvi – che utilizzando tecniche convenzionali avrebbero presentato difficoltà notevoli. Spiega il dottor Fabio Melchiorre, Direttore della Struttura Complessa di Radiologia, che affiancato dal dottor Luca Giaccardi, radiologo interventista, e dall’equipe di radiologia interventistica, ha coordinato le procedure innovative: «IMACTIS non è solo uno strumento di precisione, è una porta aperta verso nuove possibilità: ablazioni termiche per pazienti oncologici, drenaggi di raccolte complesse, interventi sempre più rapidi e con dose di radiazioni significativamente ridotta. Per i nostri pazienti significa cura più efficace e meno rischi». L’investimento, rimarca la Direzione Generale, riflette la visione dell’ASST Melegnano e della Martesana di portare l’innovazione clinica al servizio del territorio, ampliando le opportunità terapeutiche per i pazienti. Eleonora Marino