“La Caduta di un Impero”: Carlo Sama racconta al Museo Broggi il crollo Ferruzzi-Montedison

Martedì 3 marzo alle ore 21, il Museo Broggi di Melegnano ospiterà la presentazione di “La Caduta di un Impero”, il libro-testimonianza di Carlo Sama, ex responsabile delle Relazioni esterne del Gruppo Ferruzzi-Montedison e poi amministratore delegato della Montedison. Una serata moderata dal giornalista Andrea Grassani nella quale l’autore racconterà le vicende industriali e finanziarie più complesse della storia contemporanea italiana: la nascita, l’ascesa e il crollo del gruppo idustriale, fino agli eventi che portarono al caso Enimont e alla stagione di Mani Pulite. Si tratta di un’opera che intreccia economia, storia industriale e dimensione umana attraverso l’esperienza diretta di Sama che conduce il lettore nel cuore dei rapporti familiari, industriali e politici che segnarono quegli anni. Il libro ripercorre la costruzione di un impero fondato sull’intuizione imprenditoriale di Serafino Ferruzzi e proseguito sotto la guida di Raul Gardini, offrendo una prospettiva inedita su una stagione in cui l’Italia cambiava pelle. “La Caduta di un Impero” racconta la grande stagione dell’industria agroalimentare e chimica italiana, i legami tra impresa e politica, le trasformazioni della finanza internazionale e l’impatto mediatico e giudiziario degli anni di Tangentopoli. Il 1993 rappresenta il punto di rottura: il crollo economico e morale della multinazionale si intreccia con quello personale di chi visse gli eventi dall’interno. Il libro non si limita a ripercorrere le vicende pubbliche, ma indaga il lato umano di una storia spesso semplificata dalla narrazione giudiziaria e mediatica. «Ciò che accade non fu soltanto una vicenda giudiziaria, ma anche un grande processo di ridefinizione degli equilibri industriali e finanziari italiani – spiega l’autore – in quegli anni Enrico Cuccia, presidente di Mediobanca, esercitava un ruolo centrale nel capitalismo nazionale, con una capacità di influenza molto ampia sul sistema economico e finanziario, politico e sulla magistratura. A mio avviso, per legittimare quel passaggio di potere che di fatto privò i legittimi azionisti, i fratelli Ferruzzi, del controllo del gruppo Ferruzzi-Montedison, si è progressivamente voluta affermare la narrazione di un gruppo dirigente incapace di gestire il proprio patrimonio». Fondamentale fu la figura di Raul Gardini, simbolo di un capitalismo visionario ma anche di un sistema troppo legato alla politica. «Un’ambivalenza che lo ha reso una figura così potente che ancora oggi viene discussa. Da un lato era un imprenditore straordinariamente moderno, dall’altro operava in un sistema in cui il rapporto tra impresa e politica era impossibile da modificare, quasi inevitabile». L’opera è dedicata alle nuove generazioni, con un riferimento personale al nipote Cairo e come sottolinea Sama: «non è solo la storia di un impero industriale, ma il racconto umano di ciò che accade quando potere, sogni e fragilità si incontrano». Eleonora Marino