A Bolgiano nasce il primo Giardino Terapeutico: il progetto dedicato alle fragilità

A San Donato Milanese, nel quartiere Bolgiano, ha preso forma il primo Giardino Terapeutico, un nuovo spazio pubblico pensato per rispondere ai bisogni delle persone più fragili e, allo stesso tempo, per rendere la città più inclusiva e vivibile per tutti. Il progetto sorgerà nel cortile dell’ex Scuola Rossa e nasce da una riflessione più ampia sul futuro di San Donato Milanese e sulle trasformazioni demografiche in atto. Non si tratta di una struttura sanitaria né di uno spazio riservato, ma di un luogo pubblico progettato a partire dalle fragilità. San Donato, come molte città italiane, sta infatti invecchiando: aumentano gli anziani, crescono le situazioni di solitudine,… [17:38, 26/01/2026] Eleonora Marino: San Giuliano Milanese, inaugurato il cancello di Villa Angelino: un simbolo di memoria e libertà Si è svolta sabato 24 gennaio, presso il Cimitero di via dei Giganti, la cerimonia di inaugurazione del cancello recuperato di Villa Angelino e lo svelamento della targa commemorativa nel luogo dove riposano i Caduti. Un momento di forte valore simbolico, dedicato alla memoria storica e ai valori fondanti della libertà, della dignità umana e della democrazia. Il cancello di Villa Angelino, risalente al periodo della Seconda guerra mondiale, non è stato presentato come un semplice elemento architettonico, ma come un vero e proprio documento storico. Un manufatto capace di richiamare una delle pagine più drammatiche della storia italiana, legata all’occupazione nazifascista, e di parlare ancora oggi alle coscienze. Nel suo intervento, il sindaco di San Giuliano Milanese Marco Segala ha sottolineato il valore profondo dell’iniziativa: «Il manufatto che inauguriamo oggi è un materiale di memoria che richiama l’atrocità e le violenze di quegli anni. La sua collocazione in questo luogo è una scelta fortemente simbolica: qui il ricordo individuale si intreccia con la memoria collettiva e richiama i valori della libertà, della dignità umana e della democrazia». Il sindaco ha inoltre evidenziato come il recupero del cancello sia stato possibile grazie a un lavoro condiviso tra Amministrazione comunale, uffici comunali, associazioni e proprietà privata, che ha consentito di restituire il manufatto alla comunità. Un percorso che si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione storico-culturale del territorio, volto a rendere riconoscibili e accessibili i segni della storia nello spazio urbano. «Preservare e rafforzare la memoria storica – ha aggiunto Segala – significa assumersi una responsabilità verso il futuro, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni. Anche le tracce dei periodi più complessi e drammatici devono restare impresse nel tempo». Un ringraziamento è stato rivolto ad ANPI, Italia Nostra, al Comitato Villa Angelino, alla proprietà che ha consentito il recupero del cancello, al Corpo Musicale della Libertà, ad ASF e agli uffici comunali per il supporto organizzativo e tecnico che ha reso possibile la cerimonia. Eleonora Marino
Sud Milano, lettera dei sindaci al Prefetto: preoccupazione per spaccio e sicurezza

I sindaci di San Donato Milanese, San Giuliano Milanese e Melegnano hanno inviato nei giorni scorsi una lettera congiunta al Prefetto di Milano, Claudio Sgaraglia, per segnalare il progressivo aggravarsi delle condizioni di sicurezza nei territori del Sud Milano, in particolare in relazione ai fenomeni di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti nell’area di Milano–Rogoredo. La lettera, firmata dal sindaco di San Donato Milanese Francesco Squeri e dai primi cittadini di San Giuliano Milanese e Melegnano, Marco Segala e Vito Bellomo, richiama l’attenzione su problematiche che da tempo interessano i Comuni lungo l’asse Milano–Lodi, con ricadute sempre più evidenti anche nei territori limitrofi rispetto al capoluogo. Secondo quanto evidenziato dai tre sindaci, la situazione nell’area di Milano–Rogoredo non può più essere considerata un fenomeno circoscritto. Al contrario, le dinamiche legate allo spaccio e all’illegalità stanno producendo effetti diretti anche nei Comuni dell’hinterland sud milanese, generando crescente preoccupazione tra cittadini e amministrazioni locali. Nel documento viene inoltre sottolineato come il rafforzamento dei presìdi di sicurezza nel Comune di Milano, previsto anche in vista delle Olimpiadi Milano–Cortina, stia determinando uno spostamento e una maggiore concentrazione delle criticità nei territori limitrofi, in particolare nel Sud Milano. Per questo motivo, i sindaci chiedono che nella pianificazione delle misure di sicurezza vengano attentamente valutate anche le conseguenze sui Comuni dell’hinterland. I primi cittadini ribadiscono che si tratta di problematiche complesse e sovracomunali, non affrontabili esclusivamente con le risorse dei singoli enti locali, e che richiedono un approccio coordinato e strutturato da parte delle istituzioni competenti. L’obiettivo, spiegano, è evitare che i cittadini del Sud Milano vengano lasciati soli di fronte a fenomeni che travalicano i confini amministrativi. A spiegare le ragioni dell’iniziativa è il sindaco di San Donato Milanese, Francesco Squeri: «Abbiamo ritenuto doveroso rappresentare al Prefetto una situazione che da tempo preoccupa le nostre comunità. Proprio per la complessità delle criticità legate alla sicurezza, abbiamo chiesto la disponibilità a un incontro che ci consenta di discutere di persona delle problematiche che interessano l’area sud milanese. Si tratta di fenomeni che non si fermano ai confini amministrativi e che richiedono un confronto diretto e un’attenzione condivisa, affinché le nostre comunità non vengano lasciate sole». Eleonora Marino
Operazione antidroga a Rogoredo, Segala: “Servono tutele per le forze dell’ordine”

Un uomo è morto durante un’operazione di contrasto allo spaccio avvenuta nei giorni scorsi in via Impastato, nell’area di Rogoredo, a Milano. Secondo le prime ricostruzioni, durante un controllo un agente delle forze dell’ordine si sarebbe trovato di fronte a una minaccia armata, reagendo per difendere la propria incolumità e quella dei cittadini presenti. L’uomo colpito è deceduto. Come previsto dalla prassi giudiziaria, l’agente è stato iscritto nel registro degli indagati, un atto formale che ha però acceso un forte dibattito politico e istituzionale sul tema della tutela delle forze dell’ordine impegnate in operazioni ad alto rischio. Sull’accaduto è intervenuto il sindaco di San Giuliano Milanese, Marco Segala, che ha espresso una posizione netta a sostegno dell’operato delle forze dell’ordine: «Chi difende la legalità va tutelato, non processato – dichiara Segala – quanto accaduto a Rogoredo impone una presa di posizione politica chiara: un agente, durante un’operazione antidroga, si è trovato di fronte a una minaccia armata e ha reagito per difendere la propria vita e quella dei cittadini. La morte di una persona è sempre un fatto grave, ma il contesto di criminalità e illegalità non può essere ignorato. Indagare un agente per omicidio volontario in una situazione di pericolo estremo è un segnale profondamente sbagliato: formalmente previsto dalla legge, ma politicamente un cortocircuito. Per questo sostengo lo scudo penale per le forze dell’ordine: chi opera per lo Stato deve essere tutelato, non messo sotto accusa. Le donne e gli uomini in divisa non possono lavorare con una pistola davanti e il codice penale alle spalle. Piena solidarietà all’agente coinvolto e a tutte le forze dell’ordine: stare dalla parte dello Stato significa stare dalla parte di chi lo difende». Eleonora Marino